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Metodi di allevamento del Poecilia wingei (Endler): acqua, alimentazione e cura

Il Poecilia wingei, l’endler, è un pesce sorprendentemente adattabile: in natura colonizza ambienti molto diversi tra loro, e questa plasticità si ritrova anche in acquario. Esistono perciò diversi modi per allevarlo, ognuno con i suoi vantaggi. In questo articolo vediamo come gestirlo in acquario, in vasca all’aperto, in laghetto e in batteria, con i parametri dell’acqua, le piante e l’alimentazione più adatti.

Allevamento in acquario

Come quasi tutte le specie, l’endler dà il meglio di sé — per comportamento e facilità di gestione — in un acquario dedicato, dove è più semplice ricreare le condizioni ideali. Non serve riprodurre fedelmente un biotopo: bastano alcuni accorgimenti sull’acqua.

I parametri di riferimento:

  • pH alcalino, tra 7,2 e 8,0
  • durezza elevata: gH ≥ 10 e kH ≥ 10
  • temperatura compresa tra 25 e 29 °C
  • flusso d’acqua non eccessivamente veloce

Volendo si può aggiungere un po’ di sale per ricreare l’ambiente semi-salmastro in cui questi pesci vivono in natura: in questo modo si ostacolano infezioni batteriche e fungine e le parassitosi più comuni, come quella da Ichthyophthirius multifiliis, il cui ciclo vitale è contrastato dalla salinità. In genere l’acqua di rubinetto è già dura e alcalina; se non lo fosse, si può aumentare la durezza inserendo materiali calcarei come alcune rocce, oppure gusci di chiocciola accuratamente lavati.

La capienza della vasca è soggettiva, ma sono da preferire i litraggi più generosi: mantengono condizioni più stabili e aiutano a gestire il rapido aumento numerico a cui la popolazione andrà inevitabilmente incontro. Per l’arredo, un fondo scuro esalta la brillantezza della livrea, mentre i fondi troppo chiari la appiattiscono.

Importante anche una buona vegetazione, tra cui adulti e avannotti possano trovare rifugio. In acque dure e alcaline le piante più adatte e meno esigenti sono ad esempio:

  • Ceratophyllum demersum
  • Najas guadalupensis
  • Vallisneria spiralis
  • Microsorum pteropus
  • Egeria densa
  • Anubias barteri e le sue varietà

Si possono aggiungere anche legni e rocce, tenendo presente che più l’arredo è semplice e funzionale, più la manutenzione sarà comoda.

Allevamento in vasca all’aperto

Avendo spazio, durante la bella stagione (indicativamente da maggio a ottobre, a seconda della latitudine) è interessante allevare il Poecilia wingei all’aperto, in balcone o in giardino. I due aspetti decisivi sono la capienza del contenitore e la sua esposizione al sole.

  • Contenitore: grande, anche in plastica, dai 60 litri in su (meglio se di più). Con questi volumi i parametri restano stabili e non serve un sistema di filtraggio.
  • Esposizione: meglio una posizione ombreggiata per gran parte della giornata, con sole solo poche ore al mattino presto o verso sera, per evitare il surriscaldamento nelle ore centrali.

Il segreto è preparare la vasca in anticipo, circa un mese prima (verso aprile): si riempie con acqua di rubinetto e in parte con acqua di un cambio di un acquario già avviato, e si introduce abbondante vegetazione — comprese specie a crescita rapida come Ceratophyllum demersum ed Egeria densa e galleggianti come Salvinia natans, Lemna minor e Pistia stratiotes, che ombreggiano lo specchio d’acqua. Così si instaura un equilibrio tra flora batterica, alghe e microfauna (piccoli ciclopidi, larve di zanzara e di altri ditteri) che diventerà la principale fonte di cibo. Per arricchire ulteriormente l’alimentazione si possono inserire in anticipo dafnie e tubifex, che si moltiplicheranno facendo da scorta viva.

Un’accortezza: in alcune località conviene impedire alle libellule di deporre le uova nella vasca, perché le loro larve acquatiche, carnivore e voraci, sono una minaccia soprattutto per gli avannotti. Di tanto in tanto si può aggiungere un po’ di cibo in scaglie, con parsimonia, e rabboccare l’acqua evaporata. In autunno, al rientro, gli endler avranno colori più brillanti, dimensioni leggermente inferiori rispetto a quelli d’acquario e… saranno decisamente aumentati di numero!

Allevamento in laghetto all’aperto

Molto simile all’allevamento in vasca all’aperto è il mantenimento in laghetto, per chi ne ha la possibilità. Valgono le stesse considerazioni su periodo e preparazione dell’ecosistema; anzi, il maggior volume d’acqua rende ancora più semplice mantenere stabili i parametri e offre ai pesci più spazio e nutrimento. L’unico inconveniente arriva in autunno: bisognerà vestire i panni del pescatore e recuperare tutti gli esemplari prima dell’inverno.

Allevamento in batteria

Chi possiede molti ceppi, per ottimizzare lo spazio e stabilizzare le selezioni, ricorre a un allevamento molto essenziale “in batteria“: piccole vasche affiancate, con filtraggio rudimentale (spesso ad aria) o assente, senza fondo per semplificare la pulizia e con poche piante a crescita rapida per assorbire i nitrati, in cui si tiene un numero ridotto di esemplari. È una gestione funzionale più che estetica e piuttosto impegnativa, perché le vasche da seguire sono molte: per questo è sconsigliata ai principianti e adatta ad allevatori esperti.

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